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	<title>Alissiia Ferraris, Autore presso libdem europei</title>
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	<title>Alissiia Ferraris, Autore presso libdem europei</title>
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		<title>Il peso delle sanzioni a Putin</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/il-peso-delle-sanzioni-putin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 08:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sanzioni funzionano? Quando il 24 febbraio del 2022 la Russia cominciò l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, la prima ovvia risposta che gli Stati occidentali diedero fu di inasprire le sanzioni che già colpivano (blandamente) Mosca a seguito dell&#8217;invasione della Crimea. Ci volle invece del tempo prima che ci si decidesse di rifornire di armi l&#8217;esercito ucraino (ricordate&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/il-peso-delle-sanzioni-putin/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Il peso delle sanzioni a Putin</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le sanzioni funzionano?</p>
<p>Quando il 24 febbraio del 2022 la Russia cominciò l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina, la prima ovvia risposta che gli Stati occidentali diedero fu di inasprire le sanzioni che già colpivano (blandamente) Mosca a seguito dell&#8217;invasione della Crimea. Ci volle invece del tempo prima che ci si decidesse di rifornire di armi l&#8217;esercito ucraino (ricordate le disquisizioni tra armamenti offensivi e difensivi? Ancor oggi l&#8217;aviazione di Kiev non dispone di aerei da caccia occidentali operativi) ma si creò un certo consenso nel pensare che l&#8217;economia russa avrebbe sofferto enormemente senza capitali e tecnologie (e beni di lusso o di consumo) occidentali e che il boicottaggio avrebbe lo sforzo bellico. Ora, naturalmente, quando si giudicano i risultati delle azioni intraprese contro la Russia bisogna considerare le aspettative: se queste erano irrealistiche difficilmente gli obiettivi raggiunti saranno considerati soddisfacenti, il che potrebbe portare a conclusioni affrettate e potenzialmente pericolose.</p>
<p>Partiamo con i fatti. Le sanzioni euro-americane nei confronti di Mosca sono state piuttosto robuste ma non draconiane.</p>
<p>Divieto di esportazione di beni ad alto contenuto tecnologico soprattutto se dual-use (sia militare che civile), esclusione delle più importanti banche russe dal circuito di pagamenti swift, drastica riduzione delle importazioni prima del carbone, poi del petrolio (acquistabile solo se sotto i 60 dollari il barile) e del gas, restrizioni ad personam verso molti oligarchi e funzionari, blocco de gli investimenti, il congelamento di circa 300 miliardi di beni e liquidità russe detenute in Occidente nonché, da ultimo, il 23 febbraio il tredicesimo pacchetto di sanzioni approvato dall&#8217;Unione Europea che colpisce oltre a 140 società e cittadini russi anche società cinesi, turche ed indiane che sono servite per aggirare i precedenti divieti. Un problema piuttosto serio fin dall&#8217;inizio è stato infatti l’aggiornamento di queste misure, reso possibile dal fatto che India, Cina, Turchia, Brasile, regni e emirati del Golfo e dozzine e dozzine di altri paesi, inclusi quelli canaglia come Iran e Corea del Nord, continuano tranquillamente a commerciare con Mosca. In alcuni casi comprano le materie prime come petrolio e gas per sé oppure le riesportano verso paesi terzi, in altri rivendono beni occidentali servendo da intermediari. Per quanti sforzi si facciano e, nonostante la Russia debba comunque vendere a prezzi più bassi ed acquistare a più alti, lo strangolamento non si è verificato.</p>
<p>Se guardiamo ai dati macroeconomici e volendo prender per buoni i dati russi (il che comporta un altro punto di domanda come ha dimostrato il rispettato Istituto Internazionale di Kiev), mentre nel 2022 il Pil è sceso del 2,2% (in un anno in cui nel mondo è salito del 3,5%), nel 2023 dovrebbe, secondo il Fondo Monetario Internazionale, rimbalzare del 2,6%. Anche nel 2024 si prevede un + 2% che scenderebbe all&#8217; 1,1% nel 2025. Come mai? Grazie all&#8217;economia di guerra. Lo stimolo fiscale del governo è stato pari al 10% del PIL (come se in Italia la spesa pubblica fosse aumentata di 210 miliardi) e si è riversato sull&#8217;industria che ruota intorno allo sforzo bellico e agli armamenti: nel terzo trimestre 2023 i prodotti metalliferi finiti sono saliti del27,4% tra cui gli altri pro-dotti&#8221; che includono gli armamenti + 39,5%; veicoli di trasporto + 29,4% e così via. Orbene, l&#8217;economia bellica ha 3 caratteristiche malsane: la prima è che è finanziata a debito (o tasse) dallo Stato: la seconda è che non comporta alcun beneficio per la cittadinanza (salvo per gli stipendi dei lavoratori del settore) e distorce gli investimenti; la terza è che è ingannevole. Se costruisco 100 carri armati moderni il PIL cresce di molte centinaia di milioni di euro, ma se ne vengono distrutti 50 in combattimento dagli ucraini, questo non risulta dalle statistiche. Inoltre, la Russia presenta altri segnali di debolezza: il crollo del rublo, gli alti tassi d&#8217;interesse (16%) fissati dalla Banca Centrale, l&#8217;elevata inflazione (7,4% nel 2023), l&#8217;esodo di centinaia di migliaia di lavoratori qualificati e la morte di altre centinaia di migliaia di giovani in guerra, il calo delle esportazioni, la crescita del deficit, l&#8217;acuirsi delle sanzioni. Tutti fattori che nel medio-lungo periodo sono minacce reali per l&#8217;economia ma che nei prossimi due anni non dovrebbero farla crollare.</p>
<p>Il che ci porta alla conclusione del ragionamento vale a dire che le sanzioni sono efficace ma se oggi si vuole salvare l&#8217;Ucraina e con essa la sicurezza dell&#8217;Occidente non c&#8217;è che un modo: concederle subito aiuti umanitari e militari che le consentano di bloccare e sconfiggere l&#8217;invasore. E sotto questo profilo l&#8217;Italia dovrà farsi perdonare la passatatirchierie.</p>
<p><em>Di Alessandro De Nicola </em></p>
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		<title>I moderati senza casa</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/i-moderati-senza-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 08:13:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il risultato elettorale delle elezioni regionali sarde va preso con le pinze. È pur vero che la vittoria della candidata grillina Todde è giunta inaspettata, ma se facciamo un confronto con le politiche del 2022 il quadro sembra un po&#8217; diverso (si dirà che il confronto dovrebbe essere fatto con le regionali del 2019, ma&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/i-moderati-senza-casa/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">I moderati senza casa</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il risultato elettorale delle elezioni regionali sarde va preso con le pinze. È pur vero che la vittoria della candidata grillina Todde è giunta inaspettata, ma se facciamo un confronto con le politiche del 2022 il quadro sembra un po&#8217; diverso (si dirà che il confronto dovrebbe essere fatto con le regionali del 2019, ma è passata un&#8217;era geologica: Fdi, per dire, era un partitino). Ebbene, i partiti della coalizione di centrosinistra e M5S, cui possiamo aggiungere per completezza lo 0,7% preso da Rifondazione Comunista (che appoggiava Soru), hanno preso il 43,3% dei voti. II centrosinistra (salvo +Europa) più 5 Stelle e Unione popolare di de Magistris nel 2022 ottenne il 48,2%. Il Campo Largo non sembra allargarsi, in effetti.</p>
<p>Il dato veramente notevole è quello che spiega la sconfitta del centrodestra, però. Nonostante la coalizione abbia raccolto il 48,8%, il candidato di Fdi, il sindaco di Cagliari Truzzu, si è fermato a solo il 45% e questo può suonare come campanello d&#8217;allarme per il governo. È vero che ci sarà stato qualche militante leghista o del PSd&#8217;A che avrà votato Todde o Soru per ripicca, ma oggi di iscritti a partiti che seguono ordini di scuderia sussurrati a mezza bocca quanti ce ne sono? Non siamo più nella gloriosa Prima Repubblica rimpianta da Checco Zalone. Quindi una fetta importante di quelli che hanno scisso il voto potrebbe essere di persone che hanno poca stima del primo cittadino di Cagliari o della sua parte politica ritenuta un po&#8217; estrema (FdI ha sofferto molto le liste locali, per lo più composte di moderati, passando dal 23,6% del 2022 al 13,6% di domenica).</p>
<p>Qui potrebbe esserci un dilemma per la presidente del Consiglio. Per ora le sta andando tutto bene ma non può dimenticarsi che l&#8217;elettorato della sua coalizione è in buona parte moderato. Coloro i quali votavano Forza Italia non si sono dissolti nel nulla: sono passati prima alla Lega di Salvini quando era il contraltare dei 5 Stelle e poi a Fratelli d&#8217;Italia. In Veneto è la lista Zaia (che professa ammirazione per Tony Blair ma che i suoi concittadini vedono come un solido e capace democristiano) che alle regionali del 2020 prese il 44,6% contro il 16,9% della Lega stessa. E nel 2023 in Friuli Venezia Giulia, il pragmatico Fedriga ha avuto un successo incredibile. In genere i presidenti di regione del centrodestra, da Cirio a Fontana, passando per Toti, Occhiuto e Rocca sono dei moderati che rassicurano l&#8217;elettorato centrista. Si tratta di quel segmento di popolazione che è interessato all&#8217;economia, mal sopporta la burocrazia, opera con l&#8217;Europa e i mercati esteri, vuole meno tasse e combatte ferocemente per i propri privilegi (ad esempio i balneari) ma è assai contrariato da quelli degli altri. I crociati della carne sintetica non son molti e, visti gli scarsissimi risultati in tema di immigrazione e ordine pubblico, (i reati aumentano e sì, per quanto pochi, anche gli omicidi), questi due temi ormai passano sotto silenzio.</p>
<p>In poche parole, se la presidente Meloni continua un&#8217;evoluzione moderata che la porti ad essere più Conservatore britannico o Popolare spagnolo, la débâcle sarda potrà rimanere un episodio.</p>
<p>Se, invece, forza i toni, lascia mano libera ai gaffeur del suo partito, impone soluzioni politiche sgradite, insiste su temi identitari come lo stop al fine vita o la proliferazione dei reati nel codice penale, e si dimentica l&#8217;economia che fra un paio d&#8217;anni perderà lo scudo del Parr, rischia molto di più.</p>
<p>Qui si inserirebbe il ruolo di una forza centrista, liberale, capace di parlare ai ceti produttivi del paese e perciò in grado di accogliere gli scontenti che non vogliono sentirsi accomunati al generale Vannacci o alla fiera del &#8220;gratuitamente&#8221;.</p>
<p>Purtroppo qui la situazione è grigia: i tre partiti dell&#8217;area sono divisi, persino al loro interno.</p>
<p>L&#8217;elettore moderato è disposto a votare alternative credibili, ma non a costo di sprecare il voto per micro formazioni che sospetta di essere pronte a gettarsi tra le braccia del campo largo (piaccia o non piaccia, così è). Per queste Europee non c&#8217;è tempo di far molto, ma in futuro sarà necessario dar vita ad un soggetto unitario che superi personalismi incomprensibili alla quasi totalità dei cittadini (dirò di più, persino se le diffidenze siano fondate!) e abbia un&#8217;identità e una visione ben definita.</p>
<p>Se non si costruisce una forza politica molto presente a livello locale, non dispersa in mille rivoli e con un messaggio chiaro (che a mio parere non può che essere quello di europeismo, atlantismo, libertà economiche, politiche e civili) gli elettori di queste formazioni rimarranno piccole minoranze urbane del centro nord che non votano gli altri per motivi di buon gusto. Un po’ poco per costruire una realtà alternativa.</p>
<p><em>Di Alessandro De Nicola </em></p>
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		<item>
		<title>Qual è il (vero) ruolo delle privatizzazioni</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/qual-e-il-vero-ruolo-delle-privatizzazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 07:33:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Privatizzazioni banche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Da queste colonne Mario Deaglio ha svolto alcune considerazioni sulla politica di privatizzazioni che il governo Meloni sembra avere in animo di perseguire. Partendo dalla notizia &#8211; non confermata ma plausibile- che il Met intenda vendere il 4% di Eni ricavando così 2 miliardi di euro da destinare all&#8217;abbattimento del debito pubblico, l&#8217;illustre economista ed&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/qual-e-il-vero-ruolo-delle-privatizzazioni/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Qual è il (vero) ruolo delle privatizzazioni</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"> Da queste colonne Mario Deaglio ha svolto alcune considerazioni sulla politica di privatizzazioni che il governo Meloni sembra avere in animo di perseguire. Partendo dalla notizia &#8211; non confermata ma plausibile- che il Met intenda vendere il 4% di Eni ricavando così 2 miliardi di euro da destinare all&#8217;abbattimento del debito pubblico, l&#8217;illustre economista ed editorialista propone due considerazioni . La prima è che vendere partecipazioni societarie in modo occasionale (come, ad esempio, e recentemente accaduto per il Monte dei Paschi di Siena) senza una vera e propria politica industriale sottostante non ha molto senso.La seconda è che il nostro debito non si diminuisce privandosi dei gioielli di famiglia. Alcune imprese sono così strategiche che è bene rimangano in mano pubblica per servire fini più alti del profitto (nel caso di Eni si valorizza il suo ruolo di politica estera).</p>
<p> Questa posizione non è certamente eccentrica. Anzi, la necessità di una politica industriale e la perplessità (e in alcuni casi aperta ostilitá) verso la cessione (o peggio, la svendita!) dei gioielli di famiglia, sono le posizioni prevalenti nel nostro Paese. Proverò ad inquadrarle sotto una visuale diversa. In primis, nonc&#8217;è alcun bisogno che le aziende strategiche siano di proprietà statale. Si pone poi un problema di cosa sia strategico e la politica tende ad allargarsi quando le viene richiesto di definire il perimetro. Basta esaminare la normativa cosiddetta del Golden power, il potere di veto che il governo italiano ha su acquisti di società da parte nonsolo di imprese extracomunitarie ma anche europee e nostrane, veto che si estende all&#8217;adozione di determinate delibere societarie. Ebbene, la legge include: difesa, sicurezza nazionale, tecnologia 5G, energia, trasporti, comunicazioni, infrastrutture critiche (acqua, salute, media, trattamento dati, finanza, aero spazio), tecnologie critiche (intelligenza artificiale, robotica, semiconduttori, cybersecurity, nanotecnologie, biotecnologie), approvvigionamento di materie prime, banche, assicurazioni, database e mi fermo qui. Salvo che per pasticcerie e orto frutta, è difficile privare la Nazione Italica dei suoi gioielli o peggio ammettere degli azionisti considerati pericolosi.</p>
<p>Ma ammettiamo pure per un momento che si possano definire strategiche quelle imprese legate alle funzioni minime dello Stato come difesa, sicurezza interna, politica estera, moneta. E prendiamo come esempio la prima superpotenza politica e militare al mondo, gli Stati Uniti. Orbene le grandi industrie degli armamenti americane, dalla Loockhed Martin alla Northrop Grumman sono quotate in borsa e senza traccia dello Stato nell&#8217;azionariato: qualcuno può forse dubitare che tali aziende possano agire in modo contrario agli interessi fondamentali degli Stati Uniti? E che anzi il loro governo non operi fattivamente per promuoverle con altri governi? Oppure la Exxon: per decenni accusata di essere la longa manus dell&#8217;imperialismo yankee e ora scopriremmo che in realtà siccome il Tesoro Usa non aveva azioni ha agito come una variabile impazzita? Nella iper-socialdemocratica Svezia, la Saab, che costruisce aerei da caccia, navi da guerra e radar è di proprietà della famiglia Wallemberg e qui ci fermiamo.</p>
<p>L&#8217;obiezione sulla mancanza di politica industriale merita di essere esaminata approfonditamente, soprattutto se ci intendiamo sul significato della parola. Nei vari settori regolamentati ci sono piani del governo (o dell&#8217;Unione Europea) e autorità di vigilanza. Nel settore dell&#8217;energia c&#8217;è il piano energetico nazionale, il Green Deal europeo, l&#8217;Autorità di regolamentazione di energia e gas (Arera). Che Enel, Acea, Iren, A2A, Hera siano di proprietà pubblica o privata non cambia niente: già competono tra loro e con imprese che o sono private o addirittura appartengono a Stati Esteri e tutte sono tenute ad operare nel medesimo quadro normativo. Banche?</p>
<p>Quale interesse nazionale potrebbe essere perseguito dai pochi istituti di credito rimasti in mano pubblica, rispetto ai competitor molto più grandio ai nuovi entranti fintech innovativi ed agili? Il tutto sotto l&#8217;affettuosa vigilanza e sapienza regolamentare di Bce e Banca d&#8217;Italia. Troppo affettuosa direbbe qualcuno.</p>
<p>E qui veniamo al punctum dolens. Oggi in Italia sviluppare una politica industriale vuol dire tre cose: concorrenza, infrastrutture e settore pubblico. Togliere ogni privilegio a grandi o piccoli settori per aumentare l&#8217;efficienza e liberalizzare i mercati compreso quello del lavoro, avere infrastrutture che consentano ad un&#8217;impresa di Palermo di raggiungere Catania in meno di 3 ore e 13 minuti in treno; contare su una pubblica amministrazione che non ti faccia aspettare 6 mesi un passaporto se non pagando un agenzia spicciafaccende; magari riformare un sistema educativo che non condanni alla mediocrità per ansia di appiattimento. Risolviamo questi nodi e la politica industriale è bell&#8217;e fatta.</p>
<p>Di <em>Alessandro De Nicola </em></p>
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		<item>
		<title>Liberali unitevi contro i peronismi italiani</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/liberali-unitevi-contro-i-peronismi-ita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 12:14:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Capitano periodi in cui priorità impreviste prendono forzosamente il sopravvento sulla quotidianità organizzata.   Ergo, ti si riduce la produttività di nuove idee tratte dalla congerie di letture cui sei abituato da decenni, azzeri molti impegni che avevi preso, ti passa ogni voglia di seguire i social e di scrivervi.   Tale premessa serve a&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/liberali-unitevi-contro-i-peronismi-ita/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Liberali unitevi contro i peronismi italiani</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Capitano periodi in c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ui </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">priorit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">impreviste</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> prendono forzosamente il sopravvento sulla quotidianità organizzata.  </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ergo, ti si riduce la produttività di nuove idee tratte dalla congerie di letture cui sei abituato da decenni, azzeri molti impegni che avevi preso, ti passa ogni voglia di seguire i social e di scrivervi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.  </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Tale premessa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">serv</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">a un solo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">scopo: non coinvolgere in alcun modo gli amici del Foglio – ai quali tengo molto – in questo mio urlo di buon anno. Non è un ululato alla luna, al massimo un “</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ululì</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ululà</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> alla </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Frankestein</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Junior. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">I lupi sono fantastici</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> minoritari, forte spirito di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">comunità</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, enorme senso di responsabilità verso le proprie generazioni future. Gli umani hanno appiccicato loro il ruolo di mostri feroci sol perché col cavolo, sono capaci delle stesse virtù. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ed è dunque possibile mai, cari pochi residui lupetti liberali itali</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ci, che per l’ennesima volta vogliate solo limitarvi ad assistere alle empie ridicolaggini di questa nave di folli che nel nostro Paese si definisce bipolarismo? </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">A più di 30 anni dalla (per me strameritata) caduta della cosiddetta Prima Repubblica, che cosa cavolo deve ancora capitare per far passare definit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vamente a ciascuno di voi la voglia di considerare un eventuale impegno politico solo se collegato a questa destra e questa sinistra? </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma davvero il problema italiano è se alle europee Giorgia Meloni riuscirà a surclassare di molto Salvini? </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">O se la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Schlein</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> diventerà allieva o maestra di quel </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ciceuracchio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> da strapazzo che per i 5S ha governato sia con Lega sia col Pd? </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Un Paese che ha visto destra e sinistra difendere la più colossale follia in termini di finanza pubblica, c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ioè</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> bonus e superbonus edilizi per i ricchi, e che se poi abbatte (buona </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cosa)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> il reddito di cittadinanza non è oggi in grado di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dare </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cifre credibili su quante centinaia di migliaia di italiani hanno imboccato la via </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alternativa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">proposta da</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> chi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">governa?  </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Un bipolarismo in cui chi aveva trattato la modifica del MES in aula poi vota no alla ratifica, e con una destra che si accoda sbeffeggiando il suo ministro dell’Economia che era favorevole? </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Abbarbicati a difesa di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esigue minoranze di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rentiers a vita </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tramite proroga eterna delle concessioni pubbliche, e con persino un’associazione – Assobalneari &#8211; iscritta a Confindustria che attacca il Capo dello Stato</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che onora il suo mandato ricordando a tutti che le proroghe sono contrarie al diritto europeo? </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Due giorni fa Giuliano Amato – giurista dal quale ho imparato negli anni moltissimo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> – in una sua ampia intervista ha affermato che anche in Italia il populismo miete successi per effetto del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">maxi fallimento</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">trickle</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">-down dei tempi di Reagan e Thatcher, cioè dell’illusione che tagliare le tasse ai ricchi producesse effetti benefici per tutti, rilanciando l’economia e at</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">enuando i gap di reddito. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma se si parla dell’Italia, è una scio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">chezza colossale. Qu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> non abbiamo mai avuto governi mercatisti radicali alla </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">R</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">eagan</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Thatcher. La sinistra visse un breve</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> flirt</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">con</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> conco</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">renza e mercato convinta che servisse a sconfiggere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">B</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">erlusconi, per poi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> abiurarlo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e tornare allo statalismo radicale: l’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">antirenzismo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> si nutre da anni di questo. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sc</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">hlei</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ne è l’apoteosi.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Q</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ui </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">abbiamo raddoppiato i poveri, raddoppiando </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al contempo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la spesa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ocio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">-a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ssistenziale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> a carico della fiscalità generale: </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nefandezze </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">he riescono solo in un Paese senza timone e senza priorità, né di crescita, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">né </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">abbattimento del debito pubblico, né tanto meno di riduzione dei gap, mai come oggi gravi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tra </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">territori, generazioni e gener</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Scuola e Università falliscono nell’offerta form</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">at</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iva non per il t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rionfo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">privato voluto da perversi Chicago boys, ma perché da tutti c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">once</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">pite</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">al servizio di chi ci lavora, non dei giovani. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">er sconfiggere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">eronis</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">m</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">&#8211;</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">senza-Peron che hanno riportato l’Italia a cre</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cita </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">zerovirgola</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> &#8211; malgrado una manifattura che altri grandi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aesi europei possono solo sognarsi la notte &#8211; c’è più verit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> nel linguaggio radicale usato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in economia (non sulle giunte militari di torturatori, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">né</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> sui diritti) </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">J</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">avier </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Milei</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in Argentina, che negli stanchi filosofemi che animano gli sparuti confronti tra </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iberali </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nostrani </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per giustificare le proprie incomprensibile r</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tture, divisioni e caudillismi personalistici. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La contesa de</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> bipolarismo italico è un’eterna riedizione di uno dei più misconosciuti poemi fondativi</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">dell’identità </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">patria</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> La Secchia Rapita di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Alessando</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Tassoni, la comica lotta tra bolognesi e modenesi in cui primeggiano figure come il Conte di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Culagna</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> – Salvini e Conte a gara per il trofeo – e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">finisce poi con una millesima mediazione ad opera adi un legato papale. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Svegliatevi, pochi residui lupetti liberali. Persino John </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aynard Keynes,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">richiesto se fosse un laburista o un conservatore, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rispose</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che no, bisognava mettere ogni impegno a favore di una terza forza che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rifuggesse</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> dagli orrori di sinistra e destra. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Lo scrisse quasi un secolo fa, nel 1925: una delle non troppe volte in cui aveva ragione. Tra i cinque temi per cui voleva una terza forza, troneggiavano i diritti (anche quelli legati a sesso e bioetica e famiglia). </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">In questo Paese che</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> oggi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">preferis</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ce</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> i naufragi ai salvataggi in mare, dopo trent’anni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d’incapacità in</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ogni seria politica di integrazione dei profughi, e in cui chi governa è apparentato coi peggiori ceffi in Europa, e in un’Europa che crede di poter imporre i propri standard su nuove tecnologie e transizione green dimenticando che la stragrande maggioranza dei </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aesi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al mondo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">li rifiuterà, in un Paese così chi si dice liberale la pianti di guardare a questa destra e sinistra,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> rischi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">invece </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">come i lupi la via della foresta, alle pross</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">me europee e politiche. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Le alternative non si costruiscon</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> con chi vincerà, ma iniziando a temprarsi in sconfitte che parlino di un’Italia irridu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cibilmente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">diversa.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span></p>
<p>Di <em>Oscar Fulvio Giannino</em>, su Il Foglio (10.1.2024)<em><br />
</em></p>
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		<title>Sciopero: se CGIL e UIL diventano come i COBAS</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/sciopero-se-cgil-e-uil-diventano-come-i-cobas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 17:08:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CGIL e UIL hanno accettato di ridurre a 4 ore lo sciopero nei trasporti pubblici venerdì prossimo. Bene così, il rispetto delle norme ha prevalso. Ma è molto preoccupante, quanto avveuto nei giorni precedenti. Per la prima volta in moltissimi anni, infatti, due grandi confederazioni sindacali hanno adottato un atteggiamento anti istituzionale. Come se fossimo&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/sciopero-se-cgil-e-uil-diventano-come-i-cobas/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Sciopero: se CGIL e UIL diventano come i COBAS</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">CGIL e UIL hanno accettato di ridurre a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">4</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ore lo sciopero nei trasporti pubblici venerdì prossimo. Bene così, il rispetto delle norme ha prevalso. Ma è molto preoccupante, quanto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">avveuto</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> nei giorni precedenti. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Per la prima volta in moltissimi anni, infatti, due grandi confederazioni sindacali hanno adottato un atteggiamento </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">anti istituzionale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Come se fossimo nel </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">settembre </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">1904 e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">loro fossero </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sindacalista rivoluzionario Arturo Labriola, il protagonista del primo sciopero generale italiano all’indomani della feroce repressione contro i minatori sardi che vide le truppe regie lasciare morti e feriti nelle vie di Buggerru.</span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma non siamo nel 1904, né nel biennio rosso che sfociò</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel sostegno di agrari e industriali al fascismo</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nascente. Nella nostra Repubblica il diritto allo sciopero è costituzionalmente tutelato. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, in attuazione della Costituzione, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">regolato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">da due leggi più volte </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nate </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">guardando</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">all’evolversi dei tempi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, tanto è vero che disciplinarono e affinarono la disciplina dello sciopero nei settori pubblici essenziali, per contemperare il diritto di lavoratori e sindacati con quello dei cittadini e utenti. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Una è la 146 del 1990, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’altra la 83 del 2000. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L’Autorità Garante degli scioperi è figlia di queste norme, è indipendente dalla politica, le sono affidati poteri non di arcigna sanzione (le sanzioni monetarie sono risibili) ma di confronto preventivo per il rispetto della legge con i sindacati che proclamano le agitazioni, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di mediazione preventiva tra le parti datoriali e sindacali se gli scioperi sono </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">proclamati per salari e contratti. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Molta giurisprudenza nei decenni ha distinto la piena attuazione del diritto costituzionale per scioperi indetti contro aziende o settori di aziende, rispetto a quelli invece proclamati su piattaforme eminentemente politiche, che ricadono in pieno nelle libertà (ergo nessuna perseguibilità penale o civile), ma non nella piena declinazione costituzionale del diritto di sciopero. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Si è accumulata poi una prassi pluridecennale su che cosa configuri uno sciopero generale e che cosa invece no, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mentre la legge fissa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">gli intervalli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">temporali minimi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di rispetto del diritto dei cittadini </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rispetto a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> scioperi a scacchiera e a singhiozzo nei servizi pubblici. Le confederazioni sindacali queste cose le sanno benissimo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Eppure </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">questa volta hanno inizialmente fatto spallucce alle fondate obiezioni espresse con il dovuto anticipo da parte dell’Autorità Garante – il vostro non è uno sciopero generale perch</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> moltissime categorie sono esentate, e il calendario</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i scioperi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nelle diverse parti d’Italia viola le regole sull’intervallo minimo da garantire ai </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cittadini. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Poi, la scorsa settimana, quando Salvini ha minacciato la precettazione, hanno risposto gettando altro cherosene sulla benzina del ministro, gridando alla violazione plateale del diritto di sciopero da parte del governo, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">hanno chiesto alla Meloni di pronunciarsi, hanno giurato che lo sciopero sarebbe rimasto com’era. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Con vasto concorso dei media, molti dei quali pronti a riempire pagine indignate contro la svolta autoritaria in corso. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cagnara</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> politica in Italia, si sa, domina sempre sul merito concreto delle cose. Senonché le intenzioni politiche di Landini e Bombardieri, come il calcolo del ministro che brandisce ogni occasione a fini politici, non sono il succo su cui concentrarsi. CGIL e UIL hanno commesso un errore </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">molto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">grave, rispondendo al Garante che la loro </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">piena libertà </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel definire generale uno sciopero che non lo era</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e con quel calendario territoriale, venisse prima della legge</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Lo hanno fatto sapendo benis</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">imo che Costituzione e leggi citate sono norme a tutela di tutti, e se il sin</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">acato dichiara di stracciarle va a sbattere contro il muro. Hanno tacciato il Garante di essere una stampella del governo: i 5 membri dell’Autorità sono per legge nominati dal Qu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rinale su indicazione dei presidenti delle Camere ergo certo che c’è un’impronta politica, ma solo 2 membri su 5 attuali hanno in passato c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ol</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">laborato con esponenti d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">el</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> governo, gli altri 3 cioè la maggioranza sono giuristi di fama o con un cv di esperienze dirette</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di anni sui temi del lavoro. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Hanno persino ispirato ai media articoli in cui uni dei membri dell’Autorità, da sempre coerente al riformismo del compianto professor Marco Biagi, viene descritto come fosse membro di una accolita di schiavisti nemici dei lavoratori. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">In questa vicenda le due grandi confederazioni – CISL esclusa – hanno assunto atteggiamenti in tutto e per tutto simili a quelli dei </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sindacatini</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di base </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iperpoliticizzati</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che a chiacchere criticano. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arà forse anche per questo, che continuiamo a non aver in Italia una legge sui criteri di rappresentanza sindacale </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> datoriale per firmare contratti validi erga omnes, e per indire scioperi nazionali. Come se non bastassero i campanelli di allarme sullo sfarinamento dei princìpi comuni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che sono la forza di una Repubblica democratica, CGIL e UI</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ne hanno aggiunto un</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uovo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di cui nessuno sentiva il bisogno. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">   </span></span></p>
<p>di<em> Oscar Fulvio Giannino</em></p>
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		<title>PNRR: cosa fare per evitare il flop dietro l’angolo</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/pnrr-cosa-fare-per-evitare-il-flop-dietro-langolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Nov 2023 17:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://libdemeuropei.it/?p=2085</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le 457 pagine del rapporto delle Sezioni Riunite di Controllo della Corte dei Conti sullo stato di avanzamento del PNRR non meritano il brontolìoindispettito espresso dal governo. Per fortuna la Corte mostra di prendere estremamente sul serio il compito analitico che non si è autoatttribuita, ma le è stato conferito per legge. Senza i suoi&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/pnrr-cosa-fare-per-evitare-il-flop-dietro-langolo/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">PNRR: cosa fare per evitare il flop dietro l’angolo</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Le 457 pagine </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rapporto delle Sezioni Riunite di Controllo della </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Corte dei Conti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> sullo stato di avanzamento del PNRR non meritano il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">brontolìo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">indispettito espresso dal governo. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Per fortuna la Corte mostra di prendere estremamente sul serio il compito analitico che non si è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">autoatttribuita</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ma le è stato conferito per legge. Senza i </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">suoi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> apporti, dal portale ufficiale del PNRR – Italia Domani – si capirebbe ben poco di quanto sta avvenendo. E ben</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> fa la Corte a non limitarsi a scrutinare solo l’ottenimento da parte del governo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dei milestones </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel primo semestre dell’anno, ma anche a estendere il suo faro ai 69 obiettivi</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">da raggiungere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">entro fine anno. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">u questo è scattata la reazione governativa</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> “gli obiettivi della quinta rata </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">saranno valutati dalla</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Commissione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> UE s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">olo dopo la presentazione della richiesta di</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">pagamento</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">pertanto non </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c’è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alcun</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ritardo&#8221;. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Nella </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">reazione si legge bene la differenza tra due prospettive. Per il governo l’esame va fatto solo ex post, nel caso in cui non si riuscisse a raggiungerli</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, e metterne in dubbio il conseguimento </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è solo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">polemica politica.  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Mentre l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a Corte non fa politica, prende s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">olo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alla lettera il suo dovere di segnalare i ritardi prima che il cronoprogra</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mm</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a scada, al fine di dare consapevolezza pubblica di dove bisogna accelerare. E che accelerare si deb</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">b</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a è fuori discussione visto che</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> a fine ottobre</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di 69 obiettivi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">entro l’anno </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">quelli </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">raggiunti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">erano</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">solo 10, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dei restanti solo per 28 la difficoltà è considerata bassa.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Comunque</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">non è questo il punto più rilevante delle 457 pagine.  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sintetizzando</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> all’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">estrem</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, tra tutti ne spiccano almeno tre. Il primo è la conferma che il problema non è il</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> mero</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> consegu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mento degli adempimenti procedurali, il più di quelli sin </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">qui </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">previsti: il problema numero uno è la capacità di spesa. Il secondo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">si fa sentire eccome, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il troppo tempo perso dalla nascita del governo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> presentare </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">solo quasi 11 mesi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dopo alla </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">UE la rimodu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">azione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di ben 190 obiettivi su 527 del PNRR. Il terzo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">onsegue </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i primi due: </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">serva rapidamente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un intervento </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">su</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lla struttura voluta dal governo per tenere le briglie del PNRR. La difficoltà di spesa è purtroppo la sorp</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esa minore: riconferma </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">radizionale </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">incapacità </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">della PA italiana a spendere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">bene e a spendere velocemente, anche quando ci sono le risorse. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">A</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d onta di tutti gli snelliment</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> procedur</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ali</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> varati per il PNRR</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, si ripropone </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">quanto avviene a ogni sessennio d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i vari fondi europei all’Italia. Il governo può far spallucce quanto vuole, ma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> un dato dice tutto</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">:</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">dei 27 interventi-campione per 31,1 miliardi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> scelti dalla Corte per monitorare l’av</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nzamento della spesa, essa alla fine di giugno </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">era </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ferma solo al 7,9% </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">totale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> stanziato</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">A</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">registrare la percentuale più alta, con il 31,8%, sono gli enti territoriali. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">occhio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">: al Nord il 55% degli investimenti previsti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> per i Comuni</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> è stato già avviato e aggiudicato, dai Comuni del Sud solo il 25%. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Veniamo al secondo allarme. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">oiché anche la declinazione italiana del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Repower</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> EU è arrivata tardi ed è a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> propria volta</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in attesa di conferma da Bruxelles, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per i progetti di transizione energetica che Roma chiede di spostare nel </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Repower</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nonché </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per quelli (soprattutto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ne</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i piccoli Comuni del Sud) che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">propone </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di spostare nei fondi ordinari di sviluppo e coesione europei la cui </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">realizzazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> farebb</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> guadagnare 2-3 anni in più rispetto al PNRR, al </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ri</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tardo si è sommata l’incertezza. Non tanto per i quasi 15 miliardi virati nel </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Repower</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, anche se </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">questo spiega come molti progetti della trans</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">zi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">one energetica vedano ancora </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a zero la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">spesa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">impegn</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ata</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Ma per i diversi miliardi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i piccoli Comuni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">meridionali</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">che resteranno appesi alla possibilità che la finanza pubblica </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nazionale </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">italiana trovi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">poi davvero </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il corrispettivo necessario al loro cofinanziamento, come previsto per i fondi ordinari UE. Terzo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> allarme</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, conseguente. Non si tratta di esprimere critiche politiche al ministro Fitto</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">E’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">parere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">diffuso </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che sia uno sgobbone, lavora </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sodo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e dichi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ra</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> poco</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, a differenza di molti suoi colleghi</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">che fanno </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’opposto. Ma per quanto sia stata potenziata l’unità di mi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">one a Palazzo Chigi a lui devoluta per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">PNRR, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">criticità </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">evident</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. A Fitto si sono affidati una mole crescente di incarichi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ministro per gli </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">A</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ffari </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uropei, p</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">r il PNRR, per il Sud e le </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">politiiche</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di coesione.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Si occupa direttamente della crisi dell’ex ILVA. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La nuova legge che accorpa tutte le politiche per il Sud fa capo a lui. A lui spetta l’ardua opera del passaggio a un’unica ZES per l’intero </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sud </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rispetto alle 8 ZES che erano state individuate</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> rinviate per anni ma infine finalmente operative con qualche primo risultato tra il buono e l’ottimo, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che erano centrate su </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">distinte</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">specializzazioni industriali e portuali e infrastrutture logistiche. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l moltiplicarsi delle unità di miss</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">one a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alazzo Chigi non può reggere tutto questo. Ergo bisogna svegliarsi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ricentrare il PNRR su una cabina di regi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">adeguata.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">eggetevi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">infine sui guai del PNRR </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">La Grande Abbuffata</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, scritt</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Fetrinelli</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">da Tito Boeri e Ro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">b</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">erto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">erotti. Il PNRR è partito male con Conte: troppi soldi presi a debito con l’i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ea </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fallace </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che saremmo stati capaci di spenderli presto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> bene, dispersi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tra migliaia di soggetti attuatori in gran </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">parte </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">non in condizioni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">idi farlo. Tutti ripe</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ono</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che il PNRR è il grande motore di un balzo di crescita per l’Italia. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma b</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">asta </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">leggere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i documenti ufficiali del governo come l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e tabelle annesse all</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a legge di bil</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ncio, per capire che al MEF restano molto ma molto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">più </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">prudenti.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Meglio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dunque </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">non far spallucce</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">erché, come scrivono gli autori, “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">nessuna retorica e nessun fiume di parole può trasformare un’idea confusa o non realistica in un buon investimento.”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">   </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span></p>
<p>di <em>Oscar Fulvio Giannino</em></p>
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		<title>AI e produttività, in ITA ne servono maxi dosi</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/ai-e-produttivita-in-ita-ne-servono-maxi-dosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 17:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia ci stiamo abituando a fenomeni malsani che invece consideriamo positivi. Ad esempio la crescita di occupati – siamo al record dacché esiste la serie storica!ripetono enfaticamente i politici – in presenza di una produttività che continua ad aumentare assai meno, e da venticinque anni moltissimo meno che nei Paesi avanzati. Come se ciò&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/ai-e-produttivita-in-ita-ne-servono-maxi-dosi/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">AI e produttività, in ITA ne servono maxi dosi</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">In Italia ci stiamo abituando a fenomeni malsani che invece consideriamo positivi. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ad esempio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> la crescita di occupati – siamo al record dacché esiste la serie storica</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">!</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ripetono enfaticamente i p</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">litici </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">–</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">in presenza di una produttività che continua ad aumentare assai meno, e da venticinque anni moltissimo meno che nei </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aesi avanzati. Come se ciò non significasse che la maggior intensità di occupazione è assorbita proprio dai settori a bassissima produttività, intensità di capitale e valore aggiunto. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Oppure a considerare esempio da seguire quello di grandi gruppi e grandi banche che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">annunciano</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rìlevanti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> aumenti salariali rispetto a quelli dei contratti nazionali, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">più </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cospicui bonus</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ai propri lavoratori. Dimenticando che né l’una né l’altra cosa sono possibili per la stragrande maggioranza delle piccole imprese italiane, che i </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mark</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> up delle poche grandi imprese se li sognano.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">elle politiche pubbliche e in ogni legge di bilancio d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ei</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> governi di ogni colore, la parola “produttività” continua a mancare, nel dibattito pubblico non </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è mai</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> pronunciata. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Eppure</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">è la soluzione, da accompagnare con politiche e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> strumenti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> adeguati. Un’ottima guida per capir</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> viene da un recente paper di quattro giovani economisti dell’OCSE </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">–</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sara </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ca</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lligaris,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Flavio Calvino, Martin Reinhard e Rudy </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Verlhac</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> – pubblicato lo scorso agosto</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e ora rilanciato dal CEPR</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Il titolo dice tutto: qual è il trade off tra produttività e occupazione? Da quarant’anni la ricerca economica è molto divisa</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La corrente maggioritaria segue economisti come </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Acemoglu</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Lelarge</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e Restrepo, molto critici sull’effetto distruggi-lavoro e aumenta-</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">diseguaglienze</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">indotto dai balzi in avanti tecnologi.  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Dalla rivoluzione ITC degli anni Ottanta fino all’AI attuale, il dibattito si è prima concentrato su ricerche soprattutto relative agli USA, poi si è esteso al mondo avanzato, ma dovendo sempre scontare dat</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> base di dubbia standardizzazione e scarsissima granularità. Il punto di forze di quest’ultimo paper è poter contare sul data base elaborato con criteri standardizzati OCSE in tema di produttività e lavoro, e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ciò </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ha consentito agli autori una valutazione pluriennale comparata condotta per imprese, settori di attività e interdipendenze di valore e filiera. A oggi, è l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o studio svolto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sul più esteso e accurato data base </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">comprendente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">13 </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aesi (Belgio, Canada, Cile, Croazia, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Giappone, Lettonia, Olanda, Portogallo e Svezia) e 22 settori di attività tra industriali e di servizi non finanziari. Una sessantina di pagine fitte, approfondimenti metodologici, dati e tabelle, i cui esiti sono un baedeker per un paese a bassa produttività come </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’Italia</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">In sintesi estrema, che fa torto alla finezza della ricerca, emergono alcune conclusion</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Nelle imprese </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alla testa di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">filier</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, quelle in grado di investire di più nell’innovazione tecnologica avanzata, l’occupazione non cala ma aumenta, perché l’effetto di minor intensità di lavoro è sopravanzato dalla necessità di a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mentare gli occupati per far fronte alla maggior domanda che sui mercati si è in grado di soddisfare.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">E’</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">ver</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o, questo significa in uno stesso settore che imprese che non hanno eguali possibilità rischiano invece di perdere manodopera. Ma al contrario quelle che riescono a procurarsi capitali di rischio e debito pur essendo piccole o medie, ottengono un </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">risultato accresc</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i-occupati in proporzione anche superiore alle grandi imprese.  Il</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">problema dunque</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">è avere policy dirette a questo fine: più </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ple</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ge</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> fund e common deal per fina</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ziar</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e le PMI</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, invece dei trad</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iz</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ionali veicoli di venture capital. Che operino in una logica di filiera, in modo che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">chi ne </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sta in testa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">diffonda</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> la sua innovazione anche nella catena sottostante dei suoi fornitori. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> altrettanto vero poi che se i piccoli fornitori vivono di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">monocommittenza</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> o quasi, per loro lo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">spill</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> over dell’innovazione dall’alto sarà più difficile. Ma in </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">pa</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esi ad altissima dispersione di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mark</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> up come il nostro</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">la risposta è aumentare e incentivare la concorrenza, in grado di pareggiare o sopravanzare l’effetto negativo delle chiusure d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’imprese </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che non reggono il passo. E ancora: più aumenta</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">no</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">innovazione produttività, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">più aumentano le retribuzioni degli occupati. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">oprattutto quelle di chi ha una formazione in linea con le nuove esigenze tecnologiche, ma a cascata non solo per loro.  E in ogni caso: se si mira a tutti questi effetti positivi, servono incentivi</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fintech</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> per i capitali necessari ma anche un efficace sistema di formazione permanente e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">replacement</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> dei lavoratori per non lasciare nessuno indietro. I luddisti antitecnologici non hanno ragione. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma se le politiche </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">italiane </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">non cambiano, non avremo né </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">più produttività </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">né più reddito ai lavoratori, perché non bastano poche residue grandi imprese a farci vincere. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">    </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Di <em>Oscar Fulvio Giannino</em></span></span></p>
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		<title>Fisco: questo non è il modo di fare una riforma seria</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/fisco-questo-non-e-il-modo-di-fare-una-riforma-seria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Oct 2023 11:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il piatto forte della legge di bilancio che rinvia al 2026 la discesa del debito pubblico sotto il 140% del PIL e quella del deficit sotto il tetto del 3%, è la somma per oltre 14 miliardi di deficit risultante dai 10 miliardi della conferma per un solo anno del taglio contributivo ai lavoratori dipendenti&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/fisco-questo-non-e-il-modo-di-fare-una-riforma-seria/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Fisco: questo non è il modo di fare una riforma seria</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il piatto forte della legge di bilancio che rinvia al 2026 la discesa del debito pubblico sotto il 140% del PIL e quella del deficit sotto il tetto del 3%, è la somma per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">oltre </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">14 miliardi di deficit risultante dai 10 miliardi d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lla conferma per un solo anno del taglio contributivo ai lavoratori dipendenti entro i 35 mila euro lordi di reddito annuo, e di poco più di 4 miliardi d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> minor gettito IRPEF per l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’innalzamento </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fino ai 28 mila euro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di reddito</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’aliquota </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nominale </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">el</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> 23%. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">È il primo modulo della completa riforma fiscale entro fine legislatura, dice il governo. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">considerando </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">le risultanti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> dell’intervento, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vengono </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">enormi dubbi. Una riforma fiscale</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">organica in un Paese come l’Italia deve per forza partire da una visione d’insieme delle</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> sfide</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> cui </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vuole</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> rispondere. Su</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">1100 miliardi di spesa pubblica, abbiamo una spesa per welfare e prestazioni assistenziali superiore al 55%, che ci pone tra i 10 </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aesi al mondo con maggior percentuale sul PIL</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ppure </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">welfare, assistenza e politiche del lavoro hanno determinato un aggravame</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">to dei </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">gap</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> socio-territoriali del Paese. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">utti chiedono di aumentarne la spesa, non di rivederne i criteri. Abbiamo 41 milioni di contribuenti su 59 milioni di residenti, ma ne</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e dich</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arazioni IRPEF presentate nel 2021</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> sui</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> redditi 2020 e processate da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">AgEntrate</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> nel 2022, 10 milioni dichiaravo reddito zero e il 79% dei 31 mili</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ni residui dichiarava redditi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sotto</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> 28 mila euro lordi l’anno. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Al</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Nord</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">i co</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tribuenti erano pari </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al 74,2% </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dei residenti e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> il 58,1% </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">versava almeno un euro di IRPEF, al Centro le percentuali erano del 70</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">5</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">% </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">52%, al Sud i contr</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ib</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uenti erano solo il 61% della popolazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">versanti addirittura solo il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">39,8</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">%. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Cifre </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">non credibili</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Con l’effetto paradossale ch</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel 2021 </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">42% dei contribuenti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">pagava solo l’1,9% del get</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ito IRPEF, l’80% </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ne </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">pagava </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">solo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il 27,9%</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, mentre il 72% dell’IRPEF veniva dal </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">20% di soggetti con redditi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> oltre i </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">29</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> mila euro lordi. Su 16 milioni di pensionati </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">quasi il 46%</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">non ha versato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in tutto o in parte </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">versato almeno 15 anni di contributi né pagato imposte, ed è a carico </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ella minoranza assoluta di contribuenti IRPEF versanti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Se poi consideriamo l’IVA, in Lombardia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">circa 10 milioni di residenti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">versavano </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel 2020 38,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">5</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> miliardi d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’imposta, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’intero </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sud </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">con oltre 20 milioni di abitanti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> solo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">11,3 miliardi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Queste </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">paurose </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nomalie</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di che cosa sono frutto? Dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a continua erosione dell’imponibile IRPEF </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">attraverso l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a somma sconsiderata di bonus a tempo che hanno privato di signifi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ato le aliquote nominali, distorcendole con enormi scaloni di imposta </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in prossimità del</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">le sog</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ie di reddito oltre le quali si perdevano i bonus</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Dell’i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ntroduzione </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del forfait per gli autonomi via via esteso sino agli 85 mila euro di reddito, che ha aggravato l’iniquità rispetto al lavoro dip</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ndente e pensionati ma ha anche introdotto un vantaggio </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ingiustificato </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rispe</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">to agli autonomi che al forfait non sono ammessi, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cioè</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> quelli con maggior costo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">in</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">investiment</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i e struttura </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">grazie </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">producono </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iù valore aggiunto. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Infine</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> l’ISEE</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> chiave per l’accesso facilitato a welfare e assistenza ma </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">facilmente aggirabile</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e che ha infatti spinto molti a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> minor reddito </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dichiarato</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Una riforma fiscale organica dovrebbe partire questi squilibri. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Come pagh</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">eremo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">welfare, assistenza e pensioni fuori controllo e inefficaci, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">avendo totalmente azzerato il principio del beneficio come base dell’imposta e realizzando invece un sistema basato solo su una falsata </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">capacità contributiva, per cui è una minoranza ristrettissima di italiani a pagare sanità, istruzione e integrazione da fiscalità generale di pensioni e assistenza all’80% della popolazione?  Si vuole abbassare l’IRPEF, chi scrive è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">accordo. Ma è credibile e sostenibile tale ipotesi solo rivedendo radicalmente la spesa pubblica improdut</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iva e aprendo a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">forme </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">privatistiche di finanziamento del welfare da parte dei cittadini, come infatti prev</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">deva l’unica proposta seria di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Flat</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">T</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ax IRPEF mai presentata, elaborata dal professor Nicola Rossi e dall’Istituto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">B</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">runo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">eoni. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E in tale quadro aumentare l’IVA, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mutare radicalmente IMU-TASI e addizionali lo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ali trasformandole in un’unica tassa sui se</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vizi basata sul </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">loro </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">consumo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">reale, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e in libera concorrenza tra territori.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Nonché aggredendo le fiscal </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">expenditures</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che sul bilancio pubblico pesano come e più dell’evasione fiscale. E accrescendo le leve fiscali a favore degli investimenti e della produttività, ciò che manca all’Italia da 30 anni. Non c’è</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">traccia di questo nella riforma fiscale di cui si parla oggi. Nemmeno nel suo primo modulo. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Che infatti l’abolisce l’ACE </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che favoriva la capitalizzazione delle imprese, nel 2020 con agevolazioni per 6,7 miliardi al mondo finanziario e assicurativo, e per 4,7 miliardi alle attività manifatturiere: pura miopia, mentre la produzione industriale è al -4.2% anno su anno e gli investimenti scendono. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E quanto all</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’accorpamento</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">delle due aliquote IRPEF, somma</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> bonus esistenti</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">bonus annuale contributiv</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> franchigia di 1200 di in</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">te</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">grazione dei redditi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dipendenti, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aglio dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> detrazioni sopra i 50 m</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ila </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">euro lordi,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> gli effetti reali sono questi. Si alza </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ulteri</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rmente la cifra dei non versanti, visto che per i dipendenti il reddito che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">omporta zero euro di IRPEF versata </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sa</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ìrà</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> a 13 mila euro, l’aliquota reale IRPEF </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">supererà i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l 10%</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">solo oltre i 21mila euro, e solo oltre i 33mila l’aliquota reale supererà il 20%</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. E non verrà meno neanche la disparità di prelievo tra dipendenti, autonomi agevolati e autonomi non</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">agevolati: per fare un esempio, con </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">30</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> mila euro di reddito lordo un dipendente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">pagherà di IRPEF 5340 euro, un autonomo forf</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ttario 4500 euro, e u</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> autonomo ordinario 6685 euro. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Serviva davvero far questo, in deficit e per un solo anno?</span></span></p>
<p>di <em>Oscar Fulvio Giannino</em></p>
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		<title>Finanziaria inemendabile? Una pretesa ridicola e autoritaria</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/finanziaria-inemendabile-una-pretesa-ridicola-e-autoritaria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 15:11:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://libdemeuropei.it/?p=1999</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cari tutti, noi siamo gente seria e responsabile, quindi per evitare femminicidi decretiamo l’illegittimità di coltelli nelle vostre cucine e martelli nelle vostre cassette di bricolage: tali armi improprie verranno requisite e per il loro acquisto è disposta una particolare laboriosisssima licenza. Cari tutti, noi siamo gente seria e responsabile, dunque per vostra sicurezza decretiamo&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/finanziaria-inemendabile-una-pretesa-ridicola-e-autoritaria/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Finanziaria inemendabile? Una pretesa ridicola e autoritaria</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ari</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> tutti, noi siamo gente seria e responsabile, quindi per evitare femminicidi decretiamo l’illegittimità di coltelli nelle vostre cucine e martelli nelle vostre cassette di bricolage: tali armi improprie verranno requisite e per il loro acquisto è disposta una particolare </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">laboriosisssima</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> licenza. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Cari tutti, noi siamo gente seria e responsabile, dunque per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vostra sicurezza d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ecretiamo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fuori legge ogni impianto di riscaldamento alimentato con combustibili che possano indurre esplosioni. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Cari tutti, noi siamo gente seria e responsabile,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> perciò </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per vostra salute decretiamo da domani sospesa ogni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vendita  di</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> bevande alcoliche di qualunque gradazione, e di qualunque </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">alimento con più</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> dell’1% </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di grassi e zuccheri. </span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ari tutti, lo avrete capito che siamo gente seria e responsabile, ergo s</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arete </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">felici </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">apprendere che, per la serenità vostra e dei vostri figli, decretiamo l’abolizione immediata </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel diritto di famiglia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di separazione e divorzio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> per contrastare ogni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dannosa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ansia e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sindrome abbandonica in adulti e piccini.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Cari tutti, lo Stato è padre e madre di ciascuno di voi ed è per il vostro bene che poniamo un limite di legge alle ore di uscita serale di tutti i cittadini sotto i 30 anni, sottoposto al controllo delle forze dell’ordine attraverso apposita app a cui comunicare uscit</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e rientr</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">così tutti siano </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al riparo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">da droga, violenze e stupri che insidiosamente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">turbano </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">le ore notturne. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sul filo dell’ironia e del paradosso, è però questa la logica dell’ultima bombastica novità comunicata dal governo nella conferenza stampa che ha illustrato i capisaldi della legge di bilanci</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Una</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> novità epocale</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">U</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">na pietra fondante del nuovo spirito di convergenza in un unico anelito patrio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tanto caro a questo governo. Non ci sono più </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aes</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l termine è abolito</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’è la Nazione, con la N maiuscola un tempo di Napoleone</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> la Nazione </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è Patria</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, anch’essa ovviamente con la P maiuscola come maiuscola è la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sua</span></span> <span class="s3"><span class="bumpedFont15">Wille</span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15"> Zur Macht</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tanto cara a Nietzsche perché nella Volontà di Potenza di ogni </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">SuperU</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">omo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e Nazione ogni valore</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">si trasvaluta.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ma com’è che i media non l’hanno capito, che la grande novità</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">annunciata della legge di bilancio viene prima, ma proprio molto prima per ordine di grandezza, di ogni dettaglio sui bonus annuali e non strutturali finanziati a deficit che la legge di bilancio conterrà? </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Q</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uanto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">caduta in basso la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dotazione media di strumenti di filosofia pubblica e dello statualismo, per sottovalutare in maniera così grossolana l’epocale novità </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rivelataci?</span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ed eccola</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> invece, la svolta geniale. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L’i-ne-men-da-bi-li-</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tà</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> della legge di bilancio da parte del parlamento. Esibita come prova patente della serietà e responsabilità del governo, perché i tempi sono duri e le variabili estere e di mercato sempre in agguato, siamo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iperindebitati</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e allora</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di ogni singolo euro dei millecento miliardi di spesa pubblica e de</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i quasi mille</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> miliardi di entrate</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">fidatevi tutti che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il governo in carica, lui e solo lui</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">sa qual è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’ottimale utilizzo cui volgerli.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sin qui si era capito che Meloni e Giorgetti non si fidassero delle </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">spendaccionismo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> patologico di cui Salvini è alfiere, e che alligna per bandierine anche nelle pieghe del resto della maggioranza. Ma l’altro ieri no, si è capito che l’anelito è più ampio. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">È</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> stato Giorgetti a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dirlo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">: beh, si intende che se non c’è spazio per alcun emendamento dei partiti della maggioranza, a maggior ragione non ve ne sarà per nessuno</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">delle opposizioni. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il che significa due cose. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">on solo che per la prima volta nella storia della Repubblica un governo non presenta una legge di bilancio in cui una parte sia pur minoritaria dei saldi è lasciata libera per misure votate a maggioranza dal parlamento nel corso del suo esame. In</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> più</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, quand’anche gli emendamenti parlamentari fossero a parità di saldi, il governo dirà no a qualunque loro ipotesi di accoglimento, a prescindere come diceva Totò. Intendiamoci: sulla strada della manomissione delle prerogative </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Parlamento </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ci si è messi da lungo tempo. Ogni governo, e questo li batte tutti, si è sempre più appropriato de</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lla funzione </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">legi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">slativa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">averso l’abuso a raffica di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">decr</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ti legge</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E di anno in anno si è arrivat</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> a sopprimere l’esame dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> leggi di bilancio su piede paritario da </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">parte </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">delle due Camere, presentandole sempre più in ritardo e di fatto consentendone l’analisi e l’esercizio del diritto a emendarle al solo prima ramo del Parlamento in cui venivano presentate. Ma oggi siamo alla chiusura del cerchio: sulla legge di bilancio, l’atto normativo più importante annuale che disc</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">plina ogni intervento pubblico nel tempo a venire, si vorrebbe che il parlamento non es</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">stesse letteralm</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">nte più. Abolito. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">L’inveramento della predizione antiparlamentare de </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">I moribondi di </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">alazzo </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">arignano</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di Ferdinando </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">etruccelli della </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ga</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ttina. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E dello schifato antiparlamentarismo di cui vibravano eroi dannunziani come Claudio </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Cantelmo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in </span></span><span class="s3"><span class="bumpedFont15">Le vergini delle rocce</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, contro il “grigio diluvio democratico moderno”.  </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Del resto, è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">q</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uant</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">già avvenuto in questi anni in Ungheria con Orban, e nella Polonia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fin qui governata dal PIS, e grazie al cielo i cittadini polacchi alle urne hanno </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">mostrato che non ne pot</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">vano più. Diciamolo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">cbiaro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">: la storia repubblicana ha vissuto per decenni di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> consociativismo parlamentare che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ha </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">fatto esplodere spesa pubblica e deficit. </span></span></p>
<p><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Non si può esser nostalgici di quella robaccia. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">confidiamo che il Quirinale vorrà riservatamente spiegar</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> ora al governo che abolire il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">arlamento non è consentito a nessun governo, e che se vuol mettere mordacchia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lla sua maggioranza faccia pure, ma dire in faccia agli el</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dissidenti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che non contano nulla e si tira dritti come non esistessero questo no, non è consentito dalla Costituzione e non si può fare.      </span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">  </span></span></p>
<p>Di <strong>Oscar Fulvio Giannino </strong></p>
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		<title>Senza un centro di gravità</title>
		<link>https://libdemeuropei.it/senza-un-centro-di-gravita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alissiia Ferraris]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Oct 2023 20:54:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’espressione preoccupata che il ministro dell’Economia Giorgetti trasmette nel corso delle sue audizioni pubbliche è significativa. D&#8217;altronde, non mancano i motivi di inquietudine e segno inequivocabile di questa sottile angoscia è la tensione sullo spread dei titoli pubblici italiani rispetto ai bund tedeschi che nel giro di un mese è aumentato di 30 punti base.&#8230;&#160;<a href="https://libdemeuropei.it/senza-un-centro-di-gravita/" class="" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">Senza un centro di gravità</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">L’espressione preoccupata che il ministro dell’Economia Giorgetti trasmette nel corso delle sue audizioni pubbliche è significativa. D&#8217;altronde, non mancano i motivi di inquietudine e segno inequivocabile di questa sottile angoscia è la tensione sullo spread dei titoli pubblici italiani rispetto ai bund tedeschi che nel giro di un mese è aumentato di 30 punti base.</p>
<p class="p1">I numeri esposti nella Nadef pubblicata sabato non scintillano. Il deficit sarà più alto delle previsioni e nel 2023 e si attesterà al 5,3% rispetto al Pil; 4,3% nel 2024, 3,6% nel 2025 e 2,9% nel 2026.</p>
<p class="p1">Il macigno del debito, pari al 140,2% del Pil nel 2023, si abbasserà al 139,6% solo nel 2026: una differenza statisticamente irrilevante che un qualsiasi stormir di fronde dell&#8217;economia internazionale può vanificare. Oppure, più semplicemente, una minor crescita dell&#8217;economia italiana rispetto a quella pronosticata dal governo (1,2% nel 2024, 1,4% nel 2025 e 1,0% nel 2026) che è superiore a quella stimata da tutte le istituzioni ed enti internazionali (Ocse, Fmi, Commissione Ue, S&amp;P). Il marchio di scarsa fiducia dei mercati nei confronti del Paese (mercati che, è bene ricordare, siamo anche noi risparmiatori italiani) è stato reso plastico dal sorpasso della Grecia che oggi paga tassi di interesse più bassi di quelli italiani nonostante un debito pubblico più alto ma evidentemente ritenuto più sostenibile.</p>
<p class="p1">Dei famosi Pigs (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) è rimasta solo la &#8220;I&#8221;.</p>
<p class="p1">Bene e allora che fare? Un difetto grave delle attuali politiche economiche è certamente la mancanza di una visione per la Patria di cui ci si riempie la bocca. Dove vogliamo che siano l&#8217;economia e la società italiane da qui a 10 anni? Non si sa.</p>
<p class="p1">Prendiamo un esempio semplice, quello delle privatizzazioni.</p>
<p class="p1">Nella Nota si legge che la riduzione del rapporto debito/Pil si otterrà nel triennio 2024-26 anche grazie a dismissioni di partecipazioni in società pari all&#8217;1% del Pil, circa 22 miliardi.</p>
<p class="p1">Evviva, nessuno può essere più felice di chi scrive. Ma sarà vero?</p>
<p class="p1">Esiste un senso di marcia? Finora, salvo la vendita già precedentemente avviata di Ita, il governo ha traccheggiato sulla dismissione delle quote Mps (&#8220;nessuno ci può dettare i tempi&#8221;), è entrato tramite Cdp nell&#8217;affare della rete Tim, propone un Fondo (pubblico) del Made in Italy con il ministro Urso (che preme per una nazionalizzazione dell&#8217;Iva): propugna insomma un allargamento del perimetro statale. Ora? Si è cambiata idea? Cosa si pensa di immettere sul mercato? Ad esempio, le quote delle società quotate o di quelle che già operano in mercati concorrenziali? O ci sarà un&#8217;estrazione a sorte insieme alla Lotteria di Capodanno? E come si attraggono gli investitori? Finora la normativa della golden power (diritto di veto alle acquisizioni in molti settori) è intatta e si sono intraprese due iniziative: la guerra all&#8217;algoritmo e la tassa sugli extraprofitti che hanno scoraggiato le imprese internazionali.</p>
<p class="p1">Come si vuole creare un ambiente favorevole all&#8217;investimento?</p>
<p class="p1">Mistero.</p>
<p class="p1">Lo stesso dicasi per la spesa pubblica: dopo che il Def prevedeva una spending review per un ammontare di 300 milioni di euro (lo 0,013% del PIL, da vergognarsi), ora il Mef cerca di tagliare 2 miliardi. Ma come? Tagli lineari? Quali sono le priorità? Come si giustifica la permanenza dell&#8217;assurda Quota 103 o dell&#8217;Ape sociale addirittura pensando ad un&#8217;Ape Donna? Quali sono le funzioni che il governo ritiene essenziale finanziare? Quali quelle che potrebbero invece essere lasciate ai privati? Non parliamo poi del differenziale di crescita che si otterrebbe attuando le riforme previste nel Pnr (citato in una noterella a più di pagina della Nadef): con quanto fatto in tema di liberalizzazioni, concorrenza, digitalizzazione, giustizia, l&#8217;efficienza e la produttività del Paese sono destinate a rimanere bloccate.</p>
<p class="p1">Concludendo, i creditori sono diffidenti non solo perché hanno dubbi sulla raggiungibilità dei già modesti risultati previsti dal governo, ma pure per il senso di disorientamento che le politiche fin qui seguite, erratiche e non in linea con alcuni degli obiettivi conclamati, stanno generando.</p>
<p class="p1">Cara Presidente, si dia un centro di gravità, magari non permanente, ma almeno sufficiente a ingenerare fiducia.</p>
<p>Di <em>Alessandro De Nicola</em></p>
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