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Strani incontri a Milano

di Alessandro De Nicola

Sapessi come è strano incontrare un liberale a Milano, in tram o in Galleria… Ebbene, tutto sommato Milano è la città dove qualche probabilità in più di incontrare un liberale c’è: quel che è sicuramente inusuale è vedere centinaia di seguaci di John Locke e Adam Smith convergere nella capitale meneghina come succederà stamattina all’Auditorium San Fedele di via Hoepli.
Infatti, l’Associazione Costituente Liberali Democratici Europei (www.liberalidemocraticieuropei.it), che ha riunito ben dodici gruppi ed entità di ispirazione liberaldemocratica, ha organizzato insieme a Renew Europe (il gruppo che al Parlamento Europeo riunisce i partiti di ispirazione liberal-democratica) e il Partito Democratico Europeo (una delle due maggiori componenti di Renew insieme ad ALDE) un’assemblea nazionale sul futuro della liberaldemocrazia in Europa. Si discuterà molto di prospettive nel Vecchio Continente e delle risposte alle politiche sovraniste e populiste all’interno dell’Unione e di quelle aggressive ed imperialiste fuori dai suoi confini. Le elezioni regionali non saranno nemmeno sfiorate perché si volerà alto.
Tuttavia, inevitabilmente, una qualche riflessione sui liberal-democratici in Italia sarà al centro del dibattito e non solo perché tra gli oratori ci sono i leader dei tre partiti italiani che appartengono a Renew, Carlo Calenda di Azione, Benedetto Della Vedova di +Europa e Matteo Renzi di Italia Viva. Invero, alla base della Costituente dei Liberali Democratici c’è una riflessione condivisa sia tra i suoi promotori, il presidente della Fondazione Einaudi Benedetto, il giornalista Oscar Giannino (editorialista tra gli altri di Repubblica Affari e Finanza), Sandro Gozi, segretario del PDE ed europarlamentare eletto nelle liste di Macron e chi scrive, sia tra i numerosi esponenti del mondo liberal-democratico che hanno aderito all’iniziativa, Franco Debenedetti, Carlo Scognamiglio, Guido Gentili, Alessandro Penati, Simona Benedettini, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Marco Brenelli, solo per citare alcuni degli speaker.
La riflessione è la seguente. Il pensiero liberale non è un monolite come il marxismo né un guazzabuglio spesso irrazionale come il fascismo o i sovranismi odierni. Tuttavia, pur tra molte sfumature, la difesa delle ragioni dell’individuo, il garantismo, lo Stato di diritto, la legalità, l’iniziativa privata, i diritti civili, l’economia di mercato, sono principi che sicuramente accomunano chi si rifà a una tale tradizione ideale.
Ebbene, nel dopoguerra in Italia sono state sperimentate due formule, la frammentazione e la disseminazione. La frammentazione è stata evidente sia nella Prima Repubblica dove con alterne fortune sono stati presenti il partito repubblicano, il partito liberale e i radicali, sia nella seconda, dove sono sopravvissuti in varie forme i radicali e hanno tentato la sorte, dissolvendosi, Rinnovamento Italiano di Dini, Fermare il Declino, Scelta Civica, fino a che nelle ultime elezioni abbiamo avuto una triplice scelta, +Europa, Italia Viva e Azione, appunto. Non c’è dubbio che la forza dei piccoli partiti finora non sia stata sufficiente.
L’alternativa è stata di disseminare di liberalismo i grandi partiti, dal PD (ricordate “Il liberismo è di sinistra” di Alesina e Giavazzi?) a Forza Italia (Antonio Martino tessera n.2, Urbani, Colletti e gli altri). Anche questo tentativo non ha trasformato il Belpaese nella Gran Bretagna di Gladstone.
E allora? Forse vale la pena tentare una Terza via, la costituzione di un soggetto politico autonomo, forte e chiaramente ispirato ai valori liberaldemocratici, non un polpettone centrista, riunendo chi già c’è e rivolgendosi non solo a PD, berlusconiani e qualche leghista delusi ma a quel 40% di astensionisti che alle elezioni non vota più e forse è disposto ad ascoltare una forza che non sia improvvisata, studi, proponga soluzioni concrete, promuova la libertà e sia rappresentata da persone sensate, competenti ed oneste.
Sabato 14 gennaio si parla dunque di grandi sfide culturali, da domenica si può pensare alla politica.

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